Character

Character

C'jhimei Mhuy

Spriggan (Chaos)

You have no connection with this character.

Follower Requests

Follow this character?

  • 0

Introduzione - Arrivo a Ul'dah

Public


"Ascolta... Senti... Pensa..."

Queste parole... Cosa significano?


<...Oi!>

"Qualcuno... mi sta chiamando..."

<...Oi, signorina!>

La giovane miqo'te aprì gli occhi, lo sguardo confuso dietro il velo a maglie sottili che le celava i lineamenti, lasciandole scoperti solo i grandi occhi felini eterocromatici: un'iride gialla ed una azzurra, che sgranò un paio di volta prima di dirigere lo sguardo verso lo sconosciuto che la stava chiamando.



<Tutto bene signorina?> disse l'uomo: uno hyur midlander di mezza età vestito di nero e viola,con ricami pregiati e con sul capo un turbante di design tipico dei mercanti di Ul'dah, "il gioiello del deserto", come la chiamano i suoi abitanti. La città più ricca di Eorzea, ove si dice che anche la sabbia venga trasformata in oro.

<Perdonatemi, ma sembravate intrappolata in qualche brutto sogno.>

Continua l'uomo

<Probabilmente soffrite gli effetti dell'etere, ma non preoccupatevi: vi ci abituerete presto.>

Sorrise alla miqo'te che ancora non proferiva parola. Ma prima che l'uomo potesse continuare, una voce di lontano squarciò il silenzio comandando alla carrozza di fermarsi.

<Alt!>

Un uomo a cavallo di un chocobo dalle bardature Uldah'niane ed armato di sciabola, bloccava il passaggio, forzando il conducente della carrozza a fermarsi.
Altri uomini con la stessa divisa circondarono il veicolo, dichiarando in tono autoritario:

<Ispezione!>

<Sono solo un onesto venditore ambulante, quindi non rimanete troppo delusi se non troverete nulla>

Disse il mercante alla guardia che storse il labbro digrignando i denti e rispondendo all'uomo sguainando la sciabola con fare minaccioso.

<Bada alla lingua, vecchio, a meno che tu non voglia che te la tagli!>

Con rapido gesto la guardia s'infilò poi una mano nella sacca appesa alla cinta, fingendo di estrarne il contenuto dalle mercanzie accatastate sul carro, e con un sorriso smagliante si voltò verso il proprio capitano sollevando un sacchetto e dicendo:

<Signore, guardate qui! Somnus!>



<Onesto venditore eh? E da quando in qua i venditori onesti spacciano droghe proibite?>

Continua la guardia sfacciatamente

<Sei in un mare di guai vecchio, marcirai in prigione fino alla fine dei tuoi giorni... a meno che tu non possa permetterti di pagare la multa.>

<Eh... affari... come al solito>

Sussurrò il mercante alla giovane miqo'te scuotendo la testa, giusto un attimo prima che quest'ultima avesse sollevato il braccio in ammonizione, ed una freccia scagliata da chissà dove si fosse conficcata sul legno fra i piedi dell'uomo ora sotto shock.



<Amalj'aa! Ci stanno attaccando signore!>

Urlò una guardia al proprio capitano mentre un gruppo di uomini-lucertola si stava scagliando su di loro.

<Per i sette inferi!>

Imprecò la guardia presso il veicolo al gruppetto di passeggeri a bordo della carrozza

<Andate, ora!>



<Forza!>

Incitò il conducente della carrozza, mentre il suono metallico di armi che cozzavano fra loro misto a ruggiti sovrumani si confondeva col rumore degli zoccoli dei chocobo al galoppo.



<Fiuuu>

Sospirò il mercante

<Questo genere di emozione non fa bene al cuore.>

L'uomo si volse poi alla giovane miqo'te con la quale la conversazione era stata bruscamente interrotta e le disse:

<State attenta quando vi trovate in compagnia delle Brass Blade (n.d.T.: le Lame d'Ottone), signorina. Quei bastardi non si faranno scrupoli a lasciarvi in mutande se lo desiderano. Sono come comuni banditi, solo meno onesti.>

Una nota sprezzante nella voce, nonostante il tono gioviale con cui subito dopo disse:

<Grazie agli dei per averci mandato degli uomini-bestia a salvarci, eh?>

Finalmente la giovane miqo'te reagì: era una smorfia ciò che l'uomo visse sotto il velo? Nel dubbio, l'uomo decise di proseguire ignorando la cosa e dicendo:

<Bèh, visto che la strada è ancora lunga, che ne dite di tenermi compagnia fino a quando arriviamo?>

Sorrise alla giovane, puntando poi il pollice ad una coppia di giovani elezen dai capelli argentei sedutigli non troppo distante che sonnecchiavano tranquilli nonostante il trambusto avvenuto poc'anzi.

<A quei due giovani fare un pò di conversazione non sembra interessare molto>



Disse sogghignando sotto i baffi. Buffo, sì, considerato che la ragazza ancora non aveva proferito una singola parola.

<Mi chiamo Brendt, e vendere è il mio mestiere.>

Si presentò l'uomo gettando poi meglio uno sguardo all'abbigliamento insolito della giovane.

<Ed a giudicare dai vostri abiti, direi che non siete di queste parti.>

La ragazza annuì titubante, sempre rimandendo in silenzio mentre il suo interlocutore proseguiva.

<Ah! Andare ovunque soffi il vento, in cerca di fama e gloria! Ora sì che questo lo chiamo vivere!>

Sospirò Brendt aggiungendo poco dopo

<Fintanto si riesca ad evitare di crepare... voglio dire, non è un segreto che avventurarsi all'esterno sia rischioso. Specialmente di questi tempi.>

Una breve pausa nella quale il mercante azzardò un'occhiata diretta alla giovane straniera per poi chiedere:

<Cosa vi porta in viaggio?>



Ancora una volta silenzio. La giovane distolse pensierosa lo sguardo alla domanda, senza nulla proferire, portando l'uomo ad aggiungere frettolosamente in tono semi-imbarazzato:

<Se non me lo volete dire, non insisterò. Il vecchio Brendt sarà anche un chiacchierone, ma di certo non è un ficcanaso. Abbiamo tutti un segreto o tre. Io ne ho una dozzina e mi piacerebbe che rimaessero tali, perciò non preoccupatevi. Capisco.>

Il vecchio Brendt continuò a parlare, ma i pensieri della fanciulla erano già altrove, nel deserto della zona est di Thanalan, la terra del suo clan di provenienza: i miqo'te sun seeker (n.d.T.: i cercatori del sole) del clan dei Coeurl che prendono nome dall'omonimo felide dai lunghi baffi paralizzanti, nativo delle regioni medio-orientali.

Questo clan vive al confine con le terre di Pagi'than, terre natali delle tribù degli uomini-bestia conosciuti come Amal'jaa, con i quali il suo clan è in guerra perenne, e con le due fazioni ognuna proclamante d'aver conquistato per prima il territorio.

A causa delle difficoltà di convivenza con il loro vicinato in aggiunta ad un ambiente già di per sé duro, i Coeurl hanno adottato una forma silente di comunicazione usando espressioni facciali e movimenti di orecchie, coda e mani per esprimere le proprie emozioni. Ciò non significa che non sappiano comunicare a voce, ma la tengono come ultima risorsa.

C'jhimei (ove C' si legge "Kah"), la nostra protagonista, è la secondogenita della Jali del suo villaggio, una figura politicamente e spiritualmente importante per il suo popolo.

La Jali funge da storico, mediatore e ponte spirituale tra il clan, gli elementali e la Dea Azeyma, la divinità considerata protettrice non solo dai Coeurl ma da tutti i miqo'te sun seeker in generale.

La posizione di Jali è sempre ricoperta da una femmina con il dono dell'Echo e passata ad altre femmine miqo'te con tale dono che la Jali adotta e cresce come proprie figlie. Solo le femmine possono ricoprire questa carica, in quanto essa richiede continui spostamenti tra i villaggi ed il mondo esterno che un miqo'te maschio non potrebbe sostenere in quanto questi devono rimanere presenti al villaggio per poterlo proteggere.

C'jhimei si ritrova in viaggio per portare a compimento il rituale denominato Canto nel Mondo, nel quale una figlia di Jali che sia stata riconosciuta pronta ad entrare nella società adulta, deve lasciare il villaggio e viaggiare ai quattro angoli di Eorzia per espandere la propria conoscenza del mondo e portare al villaggio qualcosa di rilevante ad ogni ton, compreso il proprio, nella forma ad esempio di una nuova ricetta, un nuovo metodo di forgiare le armi o una nuova canzone.

I ton sono delle comunità di miqo'te maschi e femmine in età adolescente che funzionano come case-scuola ove i giovani apprendono un mestiere, sia esso combattente o artigianale e dove possono far carriera tramite un sistema di avanzamento di grado simil-militare. L'unico mestiere a non avere un proprio ton è quello della Jali che viene preparata direttamente dalla madre. Nonostante questo, le figlie delle Jali sono spronate a scegliere un ton ove affinare altre tecniche di loro scelta, senza mai mettere però in secondo piano i propri studi.

I giovani che raggiungono il secondo grado nel proprio ton devono affrontare il rituale chiamato "Caccia nel Mondo" (o "Canto nel Mondo" per figlie di Jali) per essere riconosciuti ufficialmente adulti e poter avanzare nelle proprie carriere all'interno del clan (le figlie di Jali vengono giudicate pronte dalla propria madre, non avendo un ton per il proprio ruolo).

C'jhimei non voleva lasciare il proprio villaggio, ma non voleva mostrarsi debole, specialmente agli occhi delle sue sorelle, perciò rieccoci qui, in viaggio verso Ul'dah, la sua prima destinazione.

Ciò che la ragazza non sapeva è che gli dei avevano in programma un destino ben più grande e tormentato per lei.

Ma per ora, C'jhimei era solo una giovane miqo'te che come tanti altri adolescenti della stessa età, si apprestava a scoprire il mondo.

La sua prima destinazione: Ul'dah, il Gioiello del Deserto di Thanalan, non era che l'inizio della sua lunga avventura.















Comments (0)
Post a Comment
ForumsMog StationOfficial Blog

Community Wall

Recent Activity

Filter which items are to be displayed below.
* Notifications for standings updates are shared across all Worlds.
* Notifications for PvP team formations are shared for all languages.
* Notifications for free company formations are shared for all languages.

Sort by
Data Center / Home World
Primary language
Displaying